Cambiare amministratore di condominio: come funziona il passaggio di consegne
Un cambio ben fatto evita buchi nella gestione: contabilità, contratti e scadenze devono passare senza interruzioni.
Nomina e revoca
Il nuovo amministratore è nominato dall’assemblea con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio. La stessa maggioranza serve per revocare quello in carica. In caso di gravi irregolarità la revoca può essere chiesta all’autorità giudiziaria da ciascun condomino.
Cosa deve consegnare l’uscente
Alla cessazione dell’incarico l’amministratore deve consegnare tutta la documentazione in suo possesso e svolgere le attività urgenti per evitare danni al condominio, senza ulteriori compensi (art. 1129 c.c.). In particolare:
- registri: anagrafe condominiale, verbali, nomina e revoca, contabilità;
- regolamento e tabelle millesimali;
- bilanci e rendiconti con i documenti giustificativi;
- estratti conto e situazione del conto corrente del condominio;
- contratti con i fornitori e polizze;
- certificazioni e documenti tecnici dell’edificio.
Come procediamo
- verifica dei documenti e della situazione contabile (cassa, morosità);
- verbale di nomina con compenso indicato in modo analitico;
- operatività sul conto del condominio e comunicazioni a banca, fornitori ed enti;
- aggiornamento dell’anagrafe e dei recapiti esposti nello stabile;
- prima assemblea con relazione sullo stato della gestione.
Se la consegna non avviene
Il condominio può diffidare per iscritto l’amministratore uscente e, se necessario, rivolgersi al giudice. Conviene farsi assistere fin dal primo sollecito.
Informazioni di carattere generale, aggiornate a ottobre 2026: non sostituiscono una consulenza sul singolo caso. Le norme citate sono quelle del codice civile e delle disposizioni di attuazione.
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